Partiamo dal presupposto che i bacarozzi, o scarrafoni o
blatte a seconda dei luoghi, non piacciono a nessuno. Anche quelli che si
professano “naturisti” o amanti di tutti
gli animali indistintamente, nel vedere questi esserini pelosi e scuri
zampettare freneticamente da un angolo all’altro della stanza prima di sparire
dietro qualche mobile, non possono trattenere un moto di ribrezzo. Personalmente
li trovo moderatamente schifosi, ma nel vederli non faccio nessuna sceneggiata,
non provo nemmeno ad eliminarli, cerco solo di tenermi più lontano possibile e
pensare ad altro. C’è invece una persona che ha dichiarato guerra all’intera
categoria da tempo immemore. Non ho mai visto nessuno provare un odio così
sconsiderato nei confronti di un altro essere vivente. Se potesse, Eddy (questo
è il nome della persona in questione), dedicherebbe la sua intera vita a
sterminare tutti gli scarrafoni che incontrerebbe lungo la sua strada, li
cercherebbe senza posa, li stanerebbe uno per uno e poi godrebbe nel guardarli
morire nei modi più strazianti. Peccato che uccidere i bacarozzi non sia
(ancora) un lavoro retribuito, e in questo momento Eddy ha un estremo bisogno
di liquidità. Già perchè i matrimoni costano, specialmente quando decidi che
vuoi portare all’altare una fanciulla cinese proveniente da una famiglia cosiddetta
tradizionale. Quand’è così ti toccano un bel po’ di scocciature, tipo farti
vedere al villaggio almeno una volta ogni 3 mesi e, tra un abbondante pasto ed
un altro, cercare di convincere i genitori della tua futura moglie che non sta
per abbattersi una maledizione sulla loro intera famiglia perchè la loro innocente
figlioletta ha deciso di vendere l’anima ad un diavolo occidentale. Tipo
aspettare mesi prima di fissare la data delle nozze perchè lo zio/sciamano,
dopo numerosi e complicati calcoli astrali, non è ancora riuscito trovare il
giorno più propizio affinchè l’unione sia benedetta dal Cielo. E poi c’è la
questione del “riscatto”: una somma di denaro più o meno consistente che il
marito deve versare nelle casse della famiglia come risarcimento per aver loro
sottratto un paio di braccia che in campagna sarebbero potute tornare utili.
Roba d’altri tempi, direbbe qualcuno. Evidentemente da queste parti quei tempi
non sono ancora passati, e chissà quanto altro ancora ci vorrà. Tutti coloro
che stanno pensando di farsi una famiglia in Cina sono avvisati. Insomma, pare
proprio che Eddy dovrà continuare a fare il manager ancora per un po’. Lui che,
ai tempi dell’università, portava sempre una bottiglia di vino a lezione di
cinese e ne offriva un sorso al mitico Professor Casacchia, quello del
vocabolario. Lui che è arrivato qui a Kunming con Lucio quando questa città non
era quel dedalo di grattacieli che sta diventando, quando aveva ancora un senso
chiamarla “Città dell’Eterna Primavera.” Sembra passata una vita, in realtà era
solo il 2004. “A quei tempi era tutta un’altra cosa” mi racconta ogni tanto con
gli occhi lucidi. “Non bisognava iscriversi ad una cazzo di scuola per prendere
il visto, bastava andare ad Hong Kong. Ti sparavi 25 ore di treno all’andata e
25 al ritorno, pagavi e ti rinnovavano il visto per altri 6 mesi. Poi tornavamo
a Kunming e ricominciavamo a distruggerci tutte le sere.” Avevano assunto un
insegnante privata e facevano lezione la sera al “The Box” davanti ad un bel po’
di birre. Di affitto pagavano 40 euro ciascuno al mese per un appartamento più
che dignitoso. Una ciotola piccola di spaghetti costava 30 centesimi di euro,
quella grande 50. E poi c’erano gli Smegma Riot. “Suonavamo parecchio allora,
quasi tutti i week end. A Kunming ci amavano. Ci amano ancora. Ogni volta che
ci riuniamo facciamo il botto.” Per capire quanto questo progetto sia
importante per lui, adesso come un tempo, basta salire al primo piano dell’appartamento
dove da 4 anni vive con Mao Mao, quella che tra qualche mese, a meno di
cataclismi, diventerà sua moglie. Le pareti sono tappezzate di poster di
concerti e serate in bar di Kunming che adesso hanno chiuso e di foto di Lucio
e degli altri. Sulla scrivania si intravedono, tra grovigli di fili, un
microfono e un paio di cuffie. La prima volta che sono stato qui, Eddy ha
cucinato la sua specialità: la fagiolata. Tre tipi diversi di fagioli,
pomodorini freschi e una succulenta carne di maiale che, dopo una cottura che
assomiglia ad un parto, si amalgamano insieme creando qualcosa che ha del
sovrannaturale. Dopo averne divorato un’intera padella ed esserci scolati una
bottiglia di vino, abbiamo messo su un film di Sergio Leone e ci siamo
accasciati sul divano. Allora non potevo immaginare che questa sarebbe diventata
anche la mia casa e che la Serata Western si sarebbe trasformata in una piacevole
tradizione da ripetere almeno una volta al mese. È andata più o meno così: un
giorno, stanco delle stramberie di Nancy e Olive, ho chiesto ad Eddy di
affittarmi temporaneamente la mansarda in modo da poter trovare un’altra
sistemazione con calma. Quattro mesi dopo sono ancora qui, in questo
appartamento al dodicesimo piano con una enorme terrazza piena di fiori dalla
quale si può ammirare quel che resta della “Città dell’Eterna Primavera.” Nel
tempio sacro degli Smegma Riot. E più passa il tempo e più mi sembra
impossibile che un giorno non troppo lontano dovrò smettere di rimandare il mio
trasloco e andarmene sul serio, lasciando Eddy alla sua vita di marito e di
manager.
When a man with a 45 meets a man with a rifle, the man with a pistol will be a dead man (dal film "A Fistful of Dollars")